Bullismo nelle scuole: tra le nuove misure numero verde e allontanamento da casa

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Al fine di contrastare più efficacemente il fenomeno del bullismo nelle scuole è in fase di dibattito una legge che la Commissione Giustizia della Camera ha già approvato e che lunedì 18 novembre arriverà in Aula. Tra le misure antibulli previste dall’atto legislativo figurano l’istituzione del numero verde 114, la messa in atto di sanzioni economiche per i nuclei familiari che non mandano a scuola i ragazzi in età di scuola dell’obbligo e, addirittura, l’allontanamento dalle famiglie per i casi più gravi. A tale riguardo, una parte dell’atto recita: “Il ragazzo che compie atti di bullismo e non modifica i propri comportamenti dopo un percorso di rieducazione, potrebbe essere allontanato dalla famiglia dal Tribunale dei minori e affidato a una casa famiglia se la permanenza con i genitori risulta controproducente alla sua rieducazione”.

Il contenuto della nuova legge contro il bullismo nelle scuole

Per capire meglio cosa prevede la nuova legge contro il bullismo nella scuola è necessario fare una distinzione tra bulli minorenni e maggiorenni.

Qualora il bullo sia un minore, la proposta legislativa prevede che qualsiasi soggetto, all’interno del sistema scolastico o al di fuori da esso, possa segnalare gli eventuali casi di bullismo al Procuratore, il quale provvederà a sua volta a segnalare al Tribunale dei minori l’indicazione ricevuta.

Se lo riterrà opportuno, il Tribunale dei minori avvierà quindi una procedura nella quale verranno indicate le iniziative da intraprendere al fine di rieducare colui che mette in pratica azioni offensive e lesive nei confronti di altri studenti. I dettagli più specifici di questo progetto rieducativo vengono successivamente definiti dai servizi sociali unitamente alla famiglia del ragazzo.

Dopo un po’ di tempo dall’inizio del processo di rieducazione i servizi sociali trasmettono al Tribunale per i minori una dettagliata relazione nel quale vengono descritti il percorso intrapreso e gli esiti dell’iniziativa.

Letta la relazione, il Tribunale per i minori può scegliere di:

  • Dichiarare concluso il procedimento di rieducazione
  • Continuare nel progetto rieducativo
  • Disporre l’affidamento del minore ai servizi sociali
  • Disporre l’affidamento del minore in una comunità, per i casi più gravi

Per i bulli che hanno un’età maggiore di 18 anni la legge prevede invece una disciplina penale più severa e, ci auguriamo, più deterrente: poiché colpiscono vittime predestinate, e si protraggono nel tempo, gli atti di bullismo verranno equiparati a vere e proprie azioni di stalking (art. 612 bis del codice penale).

Francesco Perrone

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