La maggioranza degli insegnanti favorevole alla didattica a distanza a oltranza

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Per i docenti italiani il rientro a scuola per fare lezione in presenza non sembra essere una priorità assoluta. La maggioranza degli insegnanti si dichiara favorevole alla didattica a distanza a oltranza, ovvero fino alla conclusione dell’emergenza epidemiologica. A sostenere questa tesi sono due professori su tre, vale a dire il 66% di coloro che hanno partecipato al report “La scuola in transizione: la prospettiva del corpo docente in tempo di Covid-19”, presentato giovedì 7 gennaio dall’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche.

L’indagine in questione, a cui hanno aderito più di 800 insegnanti, ha interessato maestri e gli docenti delle scuole di ogni ordine e grado e delle Università.

Tutti gli intervistati si ricordano molto bene tutte le problematiche connesse allo svolgere attività di e-learning durante la prima ondata, ma la maggior parte di essi sostiene che la didattica a distanza possa essere più un’opportunità che una limitazione.

In questi mesi di Dad il problema maggiore sembra essere stato la connettività. Per fare un esempio dei problemi riscontrati a livello tecnologico, oltre un docente su dieci ha affermato che la connessione domestica non è stata adeguata per fare didattica online.

Per quanto riguarda gli asili e gli atenei, nei mesi scorsi i maestri dei nidi e delle scuole dell’infanzia hanno beneficiato di una maggiore libertà a causa della giovanissima età dei bambini che non permetteva strategie ad hoc per l’insegnamento; i docenti universitari, invece, hanno potuto fare affidamento sull’alto grado di autonomia degli studenti.

Vincenzo Schirripa

Vincenzo Schirripa

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