Nessun accordo tra Bianchi e Sindacati Scuola, forse sciopero il 10 dicembre

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L’incontro svolto ieri mattina tra il ministro Bianchi e i sindacati scuola non ha portato a nessun accordo. A questo punto, forse, le sigle sindacali proclameranno lo stato di sciopero per la data di venerdì 10 dicembre. A tale riguardo oggi, mercoledì 24 novembre, è previsto lo svolgimento di una conferenza stampa dei sindacati in agitazione che spiegheranno perché non è stata raggiunta nessuna conciliazione e, con molta probabilità, annunceranno anche la data della prossima protesta in piazza. Allo stato di agitazione aderiscono Flc Cgil, Uil Scuola, Snals e Gilda degli insegnanti.

I commenti dei sindacalisti a Orizzonte Scuola

Interpellati dal portale Orizzonte Scuola molti sindacalisti descrivono come è andato l’incontro con il ministro dell’Istruzione.

All’importante sito scolastico italiano Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola, ha detto: “Dobbiamo indurire la protesta. Noi abbiamo chiesto i soldi, atti e fatti e il Ministro ci ha dato la disponibilità ad aprire i tavoli. Come risposta non può esserci un bla bla bla“.

Maria Di Patre, per voce di Gilda degli insegnanti, ha poi aggiunto: “Nulla di fatto, parole, parole, parole. La dottoressa Capasso, che rappresentava il Ministero, ha dichiarato la volontà e disponibilità del Ministro Bianchi a cercare i fondi per il Contratto. Che non ci sono. La nostra risposta è stata la proclamazione dello stato d’agitazione. Si farà lo sciopero, probabilmente in una data nei primi di dicembre. Non ci fermeremo fino a quando non ci sarà l’equiparazione dei docenti e ATA alle adeguate corresponsioni del pubblico impiego. Al momento il divario consiste di 350 euro di differenza e non parliamo di stipendi europei“.

Prima della riunione odierna i sindacati scolastici avevano detto: “Nei mesi scorsi è stato siglato un Patto per la Scuola che è rimasto completamente inattuato nei modelli, negli scopi, negli investimenti. Ci aspettiamo un deciso cambio di rotta altrimenti la risposta non potrà che essere la mobilitazione generale della categoria.“

In una nota diramata alcuni giorni fa, il responsabile del dicastero di Viale Trastevere aveva invece detto: “L’impegno mio e di tutto il Ministero per far valere le ragioni della scuola. Siamo tutti al lavoro, anche in vista del passaggio in Parlamento della manovra di bilancio“.

Luca Parigi

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