Test sierologici a docenti e ATA: c’è l’ok del Ministero

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Tra le tante misure per poter riaprire le scuole in sicurezza il Ministero dell’Istruzione ha dato il via libera alla conduzione di test sierologici a docenti e ATA. Per la Ministra Lucia Azzolina “gli esami sono un’ulteriore misura per tornare sui banchi in piena sicurezza”. Sulle modalità e le tempistica si esprimerà il Ministero alla Salute, ma comunque i test in questione non ritarderanno l’inizio dell’anno scolastico 2020/21. Oltre che il dicastero scolastico, su questa iniziativa ha espresso parere favorevole anche l’Associazione Nazionale Presidi.

Test sierologici per docenti e Ata tra fine agosto e inizio settembre

Il Comitato Tecnico Scientifico proporrà di fare dei test sierologici a insegnanti e operatori del personale amministrativo, tecnico e ausiliario.

In particolare, il CTS proporrà di condurre dei test sierologici a tappeto per tutti gli insegnanti nella terza decade di agosto e quindi almeno due settimane prima dell’inizio ufficiale delle lezioni in aula. Ovviamente coloro che risulteranno positivi saranno sottoposti a tampone.

Per quanto concerne gli esami sugli studenti, alcuni alunni verranno analizzati a campione nel corso dell’anno con un test consistente in un semplice prelievo di un campione di salivare.

Entro il mese di luglio il Comitato Tecnico Scientifico invierà la proposta al Governo e successivamente il commissario per l’emergenza, e ora anche commissario per la ripartenza, Domenico Arcuri, firmerà il bando di gara per la somministrazione di due milioni di dosi di sierologico.

Cos’è e come viene effettuato il test sierologico

Il test in questione viene condotto per capire se un soggetto ha contratto il Coronavirus in passato e consiste in un’esame del sangue. Il test infatti, può individuare la presenza di anticorpi IgG che compaiono nel flusso sanguigno dopo un paio di settimane dall’entrata in contatto con il Covid.

Una risposta negativa al test sta a significare che l’organismo non è mai entrato in contatto con il Coronavirus, mentre uno screen positivo implica di sottoporre il soggetto anche ad un tampone naso/orofaringeo per capire se l’infezione è scomparsa o è ancora presente.

Vincenzo Schirripa

Vincenzo Schirripa

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