Docenti positivi al test sierologico: ombre sull’avvio della scuola

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Il numero di docenti positivi al test sierologico che sta emergendo per effetto della campagna di screening iniziata lunedì 24 agosto getta delle serie ombre sull’avvio della scuola. Nel novero di esami condotti finora sono emersi 20 casi in Umbria, 6 in provincia di Treviso e sicuramente molti altri emergeranno da qui agli inizi di settembre. Il Governo oggi dovrebbe riunire un nuovo vertice per considerare la cosa e mettere a punto le migliori strategie per un rientro in totale sicurezza.

Meno venti giorni alla riapertura delle scuole

I test sierologici condotti dal 24 agosto al personale della scuola stanno facendo emergere una serie di dati che non possono non alimentare dei timori.

Nella regione Umbria dei 1.334 soggetti ai quali fatto il test 20 di essi sono entrati a contatto con il virus e sono stati messi in isolamento per verificare l’esito del tampone. Il risultato del sierologico, infatti, potrebbe riferirsi a un’infezione in corso o a un contatto passato con il virus. In provincia di Treviso, invece, i soggetti tra insegnanti e ATA positivi al test sierologico sono 6. Anche per loro isolamento e tampone.

Per cercare di contenere legittime preoccupazioni e paure gli enti locali stanno approntando vari provvedimenti: a Roma il Comune ha stabilito che la misurazione della temperatura dovrà essere effettuata praticamente per tutti, ovvero per gli stessi bambini, genitori, professori e tutti gli altri operatori direttamente nei nidi e nelle scuole dell’infanzia; la Campania ha optato per l’acquisto di termoscanner; in Sardegna, in diverse scuole, le riunioni tra insegnanti avverranno ancora su piattaforme Web e non in presenza.

Oltre a questo, non è affatto da escludere che in vari istituti scolastici italiani si torni prima o poi a svolgere attività di didattica a distanza.

Luca Parigi

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