Belluno, sciopero della fame in scuola media di Longarone

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Venerdì 20 dicembre è stato messo in atto uno sciopero della fame in scuola media di Longarone, in provincia di Belluno. Le ragioni che hanno portato studenti e insegnanti a prendere questa drastica decisione sono la discutibile qualità e la scarsa quantità della mensa scolastica. A fruire di questo servizio sono la 1^, 2^ e 3^ B dell’istituto bellunese, ovvero le classi a tempi pieno che includono un totale di 60 studenti. Nella giornata di venerdì soltanto qualche alunno di prima ha deciso di prenotare il pasto, mentre tutti gli altri sono stati concordi nello scioperare.

Mensa insoddisfacente: studenti delle medie fanno sciopero della fame

L’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale 2019/2020 ha fatto registrare eventi e accadimenti diametralmente opposti nelle scuole italiane.

Volendo fare alcuni esempi, venerdì 20 dicembre un liceo romano dell’Esquilino ha ricevuto la visita a sorpresa di Papa Francesco, mentre nella stessa data tre classi di studenti di una scuola media della provincia di Belluno hanno fatto uno sciopero della fame.

L’azione è stata messa in atto per protestare contro la quantità inadeguata e la qualità non eccelsa del cibo del servizio mensa. In particolare, il problema si è palesato fin dall’inizio del 2019 quando il contratto con il fornitore La Vela si è interrotto e la distribuzione dei pasti è stata affidata ad un’altra impresa.

Uno dei genitori non esita a dire che “Purtroppo il servizio, sia per qualità sia per quantità, lascia molto a desiderare. La pasta è cruda, la carne viene data ai ragazzi solo due volte alla settimana, la qualità del cibo è sicuramente migliorabile e non c’è riguardo per i numerosi ragazzi stranieri e per le loro tradizioni alimentari”.

Per fare più luce sulla questione lo stesso Comune alcune settimane fa ha rilasciato un questionario che adesso verrà attentamente rielaborato. Se i dati che verranno fuori dal questionario saranno incontrovertibili allora l’amministrazione comunale incontrerà di nuovo la ditta fornitrice dei pasti per decidere il da farsi.

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Luca Parigi

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