La Scuola è in stand by: i sindacati scrivono al Premier Conte

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Per mezzo di un telegramma inviato all’indirizzo del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i principali sindacati scolastici hanno richiesto lo svolgimento di un incontro di massima urgenza per l’attivazione dei tavoli che erano stati previsti da precedenti accordi, anche in attesa del giuramento dei nuovi ministri Azzolina e Manfredi. Le sigle sindacali Flc CGIL, CISL FSUR, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e Federazione GILDA-Unams, infatti, sono molto preoccupate riguardo allo stato di stand by in cui sta riversando la Scuola in questo periodo di avvicendamento alla guida del Miur.

Più chiarezza sui concorsi scuola

I massimi rappresentanti dei cinque sindacati, sottolineano il grave stato di immobilismo che si è venuto a creare nelle ultime settimane.

Le sigle sindacali e il governo avevano deciso di incontrarsi per ratificare la pianificazione dei concorsi scuola e per dibattere tanti altri temi che riguardavano l’ampio settore dell’istruzione. Purtroppo, il fatto che i due nuovi ministri debbano essere ancora nominati ufficialmente ha fatto slittare i tempi di attivazione dei tavoli di trattativa.

La scuola – affermano i sindacati – non può essere messa in uno stato di fermo: è la politica che deve rispettare i tempi della scuola e non viceversa. Il grave ritardo che sta subendo l’iter dei bandi dei concorsi per la scuola secondaria, che meritano insieme alle procedure di abilitazione un approfondito confronto di merito, rischia di far slittare la stabilizzazione dei precari e far partire il prossimo anno scolastico con un numero di cattedre scoperte ancora più alto.

È prioritario che il Governo inizi a contrastare concretamente il fenomeno del precariato, a tutt’oggi dimostrato dalla presenza di migliaia di supplenti e precari, e che venga perfezionata la procedura per il rinnovo del CCNL.

In assenza di risposte concrete su quanto richiesto, ovvero attivazione dei tavoli previsti dagli accordi e pianificazione dei concorsi di tipo ordinario e straordinario, i sindacati saranno pronti a scendere in piazza con agitazioni e scioperi.

Vincenzo Schirripa

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