“Didattica a distanza e smart working per frenare i contagi”: le parole di Conte

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Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha rilasciato delle dichiarazioni al “Fatto Quotidiano” per esplicitare i motivi che stanno alla base dell’ultimo DPCM. Per la severità delle restrizioni, soprattutto per le attività culturali, ricreative e dedite alla somministrazione, c’è chi parla di “lockdown mascherato” e di “Decreto Schianta Imprese”. Nelle ultime ore le proteste si sono fatte più forti a Torino e Milano dove sono avvenuti anche scontri, manifestazioni in piazza e addirittura saccheggi di negozi. Le indicazioni fissate dal decreto di domenica avranno validità fino al 24 novembre.

Le parole di Conte sull’ultimo DPCM

A proposito delle misure previste dal DPCM di domenica 25 ottobre il Premier Conte dice: “Non abbiamo deciso queste chiusure senza motivo. Tutte le misure fissate rispondono all’esigenza di tenere sotto controllo l’aumento dei contagi”.

Per quanto concerne le modalità di lavoro e di studio il presidente dice: “Con la didattica a distanza e lo smart working miriamo a limitare flussi di persone e l’affollamento nei mezzi di trasporto, visto che è soprattutto lì che si creano assembramenti che possono dare adito a nuovi contagi. Allestire subito centinaia di nuovi mezzi pubblici era impossibile e per questo motivo andava decongestionato il sistema del trasporto pubblico agendo su scuola e lavoro e altre occasioni di uscita come ad esempio le attività sportive in palestre e piscine”.

Infine la spiegazione per le chiusure di bar e ristoranti: “Lo stesso ragionamento lo abbiamo applicato per la sera. Abbiamo limitato le occasioni di socialità nelle ore serali e nuovi spostamenti con i mezzi pubblici. Uscire la sera per andare a cena, al cinema o a teatro significa montare in bus, taxi, fermarsi in una piazza a bere qualcosa, creare assembramenti e incontrarsi con parenti e amici abbassando la propria soglia di attenzione. […] Diminuendo le occasioni di incontro e di socialità abbassiamo anche il numero di contatti che una persona può avere, rendendo più facile fare i tracciamenti nel caso in cui una persona possa risultare positiva al Covid-19. Senza queste misure la curva è destinata a incrementare indiscriminatamente e a sfuggirci di mano”.

Vincenzo Schirripa

Vincenzo Schirripa

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