Troppi precari nella PA, l’Unione Europea ribadisce la procedura d’infrazione all’Italia

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In Italia ci sono davvero troppi precari nella PA e per questo motivo l’Unione Europea ribadisce la procedura d’infrazione già comunicata alcuni mesi fa. In particolar modo, l’UE ha spedito al Governo italiano una nuova missiva nella quale vengono dati 2 mesi di tempo per sanare le discriminazioni nei riguardi dei precari nella pubblica amministrazione. La procedura era già iniziata nell’estate del 2019, ma per il momento le spiegazioni addotte dal nostro esecutivo non sono state ritenute soddisfacenti. Da qui la necessità di inviare la nuova lettera.

Troppi precari: gli sconfortanti precedenti in Italia

Non è la prima volta che l’Italia deve rendere conto all’Unione Europea di assumere troppi precari. Nel 2014, infatti, la Corte di giustizia europea condannò lo Stato Italiano per abuso di precariato nel comparto scolastico.

La condanna in questione spinse il Governo a provare la stabilizzazione per 148.000 precari, poi calati a una cifra minore di 100.000 unità per un deficit effettivo di potenziali docenti iscritti nelle graduatorie approvate dal Ministero dell’Istruzione. Tuttavia, tra gli insegnanti papabili c’era la disponibilità di tantissimi candidati con titoli e con più di 3 annualità di servizio prestato.

Nel pur vasto settore della Pubblica Amministrazione il numero più alto di precari si registra nella Scuola; quest’anno, a titolo esemplificativo, sono state assegnate 250.000 supplenze di un anno, delle quali oltre 70.000 su ruoli di sostegno.

Per fare un altro esempio del dilagante precariato nel comparto scolastico, inoltre, basti pensare che siamo alle soglie delle vacanze di Natale ma a Firenze restano ancora da nominare circa 450 supplenti.

Luca Parigi

Luca Parigi

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