Rientro a maggio o anno chiuso? La Scuola si interroga

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Sul perdurare della grave emergenza sanitaria in questi giorni la Scuola si interroga su un possibile rientro a maggio o se l’anno sia da considerare chiuso e proseguibile solo con attività di didattica a distanza. Appurato che le scuole non riapriranno né il 3 aprile, né subito dopo la Pasqua, resta da capire se docenti e studenti avranno modo di rivedersi fisicamente o se dovranno proseguire a mantenere contatti attraverso il Web. Comunque vada la ministra Azzolina ha già rassicurato tutti che l’anno scolastico sarà salvo, ma resta da capire come verranno effettuati gli scrutini, come verrà svolta la Maturità 2020 eccetera eccetera.

Per il momento la Scuola si svolge sul Web

Tutto lascia pensare che almeno per un altro mese le scuole italiane non riapriranno le loro porte.

A dirlo sono soprattutto gli esiti dei bollettini quotidiani sui contagi da Coronavirus che ancora riportano cifre allarmanti. Se il Nord Italia è la zona dello Stivale nella quale si registra la maggiore percentuale di positivi, anche nel Centro e nel Sud per il momento la situazione va monitorata molto attentamente.

Con un ipotetico rientro a maggio i docenti e gli studenti dovrebbero fare un autentico rush finale per cercare di recuperare il tempo perduto. Potrebbero esserci turni pomeridiani di sabato e le lezioni potrebbero svolgersi sino alla fine di giugno. Anche pensare a delle vacanze estive più corte potrebbe essere una soluzione da valutare.

In caso contrario, invece, il sistema scolastico fino a giugno continuerebbe a esplicitarsi attraverso connessioni, piattaforme, videochiamate, registri elettronici, e altri sistemi di e-learning. A questo riguardo c’è da dire che sia gli insegnanti che gli allievi stanno impegnandosi molto per proseguire a fare lezione, ma quello che manca è una piattaforma istituzionale, uno strumento valido per tutti.

Le varie realtà scolastiche stanno facendo molto, ma stanno tutte operando con strumenti diversi, in maniera sparsa, e quindi ci sarebbe bisogno di una regia ministeriale in grado di dare indicazioni più precise. In altri termini sarebbe necessario rendere l’e-learning più omogeneo.

Per la Maturità 2020 ormai è facilmente pronosticabile un esame di Stato più snello, con commissari interni e prove semplificate, ma anche in questo caso l’unico giudice sarà il tempo. Al momento non è neanche da escludersi che la Maturità venga spostata a settembre, anche se questa possibilità poi complicherebbe la partenza dell’anno scolastico 2020/2021.

Vincenzo Schirripa

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